L’aria che tira
DICESI LIBRO DI TESTO
Le circolari sulle adozioni dei libri di testo enfatizzano in sommo grado la transizione tecnologica verso la lettura digitale che già caratterizzerebbe l’esperienza conoscitiva dei ragazzi. E la enfatizzano al punto da imporre, a partire dall’a.s. 2011-2012, la scelta dei testi scolastici esclusivamente in formato on line o misto: “A partire dall’anno scolastico 2011-2012, il collegio dei docenti adotterà esclusivamente libri utilizzabili nelle versioni on line scaricabili da internet o mista”.
Di cosa si parla?
Di due tipi di testo. Il libro on line è un libro che diventa cartaceo soltanto se si stampa. Ma la scaricabilità e la stampabilità non è detto che non debbano soggiacere ai vincoli del diritto d’autore. Campo di discussione aperto. Le competenze tecnologiche generali nel nostro Paese non autorizzano a pensare che sarà questa la forma più diffusa di adozione. Il libro misto invece è un testo che dispone di una parte cartacea e di contenuti integrativi o aggiuntivi digitali on line. Si legge nel sito di una casa editrice: “sulla base delle indicazioni ministeriali, le espansioni on-line assomigliano più a un sito internet che non a un libro: il testo nella versione mista può contenere immagini, filmati, file audio, collegamenti ipertestuali e a siti esterni, integrazioni, aggiornamenti, etc. Non è sufficiente un CD o un DVD allegato ad un testo cartaceo per farne un libro misto”. Questo tipo di libro dovrebbe essere quello maggiormente prescelto, perché è difficile pensare ad una rinuncia radicale al cartaceo, soprattutto laddove la dotazione tecnologica delle famiglie non consente connessioni veloci, disponibilità di stampanti, di carta e quant’altro.
Queste considerazioni aprono a interrogativi di una certa complessità.
In mancanza di misure di sostegno sul terreno della dotazione tecnologica delle famiglie, cosa potrà avvenire? Che le famiglie tecnologicamente più attrezzate (PC, connessioni veloci, stampanti, carta, tecnici per la manutenzione e quant’altro) potranno disporre della risorsa libro di testo nella sua interezza a fronte di famiglie che dovranno accontentarsi della versione “senza espansioni”? Si profila una disparità di fatto tra le famiglie?
Ancora. E’ vero che, come enfatizzano le circolari, i ragazzi vivono col mouse in mano. Ma che fanno con quel mouse? Studiano? E se studiano come studiano? Un libro cartaceo soggiace indubbiamente a dei vincoli di sequenzialità e linearità. Si presterebbe maggiormente ad un modello trasmissivo dell’insegnamento perché la materia è lì disposta in forma sistematica e codificata, lasciando poco spazio alla ricerca e alla costruzione cognitiva personale del soggetto che apprende. On line cosa avverrebbe? Sarà capace l’editoria on line di condurre la mente dello studente verso un nuovo modo di costruire conoscenza? Oppure, per onorare i dettati ministeriali, si limiterà a riproporre on line la disposizione cartacea della materia, che lo studente deve soltanto stampare?
Forse tra libro cartaceo, libro misto e libro on line non c’è da scegliere in base alla materialità del supporto. Forse occorre comprendere un’idea di fondo, quella dello studente multitasking, uno cioè che può tranquillamente nello stesso momento avere davanti un libro cartaceo, ascoltare musica in cuffia, avere la schermata di messenger aperta e mandare sms. Un surfista della conoscenza, per dirla alla Baricco. Occorre comprendere come uno studente del genere possa accedere allo spazio della competenza culturale. E occorre comprendere, infine, quali competenze professionali consentono agli insegnanti di favorire l’incontro tra cultura della scuola e cultura degli studenti, considerato che nella stragrande maggioranza dei casi i genitori, o immigranti o analfabeti digitali, non hanno idea di cosa avvenga in quella stanza e in quella testa. In atto, a quel che ci dicono le ricerche, il mondo della scuola e degli insegnanti ne capisce né più né meno che i genitori dei ragazzi.
Se si va oltre le circolari, il lavoro non manca…..
27.03.2010
1 commento
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By Marco Guastavigna, 3 luglio 2010 @ 12:11
Ma voi credete davvero alla retorica dello studente multitasking? Si tratta soltanto di marketing concettuale.