L’aria che tira

DICESI ORIENTAMENTO

 

Quando il Ministero, ogni anno, prima del riordino Gelmini, pubblicava la circolare sulle iscrizioni alla scuola superiore, la scuola media già ospitava i responsabili della continuità delle superiori per avere informazioni utili al cosiddetto “orientamento”. In tal modo le famiglie si attendevano le informazioni dalle superiori e l’orientamento dalle medie. Sul piano delle informazioni, le famiglie hanno sempre saputo che c’era la scuola dove si poteva diventare intelligenti e colti (il liceo) a fronte della scuola in cui era sperabile imparare un mestiere (i tecnici e i professionali). Sul piano dell’orientamento, alla scuola media è sempre toccato un ruolo simile a quello del Minosse dantesco che “giudica e manda secondo ch’avvinghia”: ottimi e distinti al liceo, buoni ai tecnici, sufficienti ai professionali. Con la reintroduzione dei voti la sostanza non cambia (in realtà cambia, ma non so quanti alle medie se ne siano accorti….).


La scuola media si è molto lamentata dell’incertezza ordinamentale riguardante le superiori. Si è lamentata perché senza un quadro chiaro di “informazioni” non poteva “orientare”. Ora è arrivata la circolare sulle iscrizioni e la scuola media può cominciare a far quello che dovrebbe fare. Cioè ad orientare. Bisogna infatti che le famiglie conoscano il nuovo ordinamento del secondo ciclo per essere orientate a fare scelte consapevoli. Bisogna che le famiglie facciano un’operazione intel-ligente, secondo l’etimo del termine: che sappiano legare insieme cosa offre la scuola superiore (informazione) e quali sono le… attitudini (?) della propria fanciulla o del proprio fanciullo (orientamento). Bella impresa, soprattutto la seconda. Di quali “informazioni” dispone, oggi, una famiglia per conoscere le inclinazioni dei propri figli? Chi dovrebbe fornirle tali informazioni? Con tutta evidenza la scuola media. Vogliamo parlarne? E chi ne deve parlare? E quando? E dove?


Il 26 marzo 2010 scade il termine per le iscrizioni alla scuola superiore targata Gelmini e la scuola media a quell’epoca deve avere assolto alla sua funzione orientativa. Alcune domande impertinenti. Entro il 26 marzo la scuola media sarà in grado di appropriarsi delle novità ministeriali? Non ne dubito. Sarà in grado di informare adeguatamente le famiglie? Non ne dubito altresì. E le famiglie, saranno a questo punto in grado di scegliere, cioè di fare l’operazione “intellettiva” di cui sopra? Con tutta evidenza no, o almeno non in maniera pedagogicamente raffinata. Sto rischiando, perché introduco elementi di complessità insopportabili nel tempo in cui trionfa la Semplicità.


Che vuol dire qui “pedagogicamente raffinata”? Vuol dire in una maniera che non sovrappone al pedagogico e al cognitivo il sociale. Vuol dire in una maniera capace di consegnare alle famiglie un’informazione sui figli che tiene conto che le intelligenze sono di vario genere. Vuol dire, in soldoni, in una maniera orientativa. Ma orientare significherebbe essere in grado di porre sotto osservazione processi e atteggiamenti piuttosto che misurare esclusivamente prestazioni e contenuti. Significherebbe, in classe, girare dei films piuttosto che limitarsi a scattar foto. Come fa la scuola media ad aiutare i genitori a capire (ma si può capire a 14 anni?) se il ragazzino è a righe, è a quadretti o è a pagina bianca? Che scuola media bisogna fare per preparare l’emergere (nel biennio) di queste cose? Basta una circolare per mettere in condizione la scuola media di far questo? C’è qualche nesso tra questo e il tema delle competenze, dei saperi, delle didattiche? Tra tutto questo e la continuità cognitiva tra gli 11 e i 16 anni? E chi si fa carico di mettere a tema questo nesso? E questi nuovi regolamenti uni e trini giovano alla causa del Minosse dantesco?

22.02.2010


 

1 commento

  • By Anna Maria Borrelo, 15 marzo 2010 @ 18:15

    Faccio orientamento per la mia scuola ( un liceo scientifico di Reggio Calabria)da ormai dieci anni e e mai come questo anno mi sono sentita confusa, a disagio, impreparata e mortificata nel non sapere e potere dare indicazioni chiare, corrette, trasparenti e vere ai ragazzi così curiosi ed entusiasti delle scuole medie. Hanno raggiunto il loro scopo,quello di demotivarci e renderci insensibili e anestetizzati e imbavagliati, come il resto della società.

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